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"La Scienza non è uno
strumento ideologico; non rispettare la Vita ed
i Diritti di Tutti gli Uomini, dell´Altro da noi, è
il Principio Fondamentale di una Moralità e di un
Comportamento criminale".
Nota: Il presente articolo ha subìto
già in passato svariati attacchi ideologicamente
trasversali ed è stato oggetto di minacce, diffide e
querele. Esso è stato opportunamente
riveduto, ma i suoi principi fondamentali sono
rimasti intatti.
Gli autori
invitano ad una attenta ed accurata analisi dell´art.
4 del
codice deontologico
degli Psicologi, insistendo nel segnalare
all’Ordine Professionale eventuali sue violazioni da
parte di Psicologi e Psicoterapeuti.
In un Altrove
Lontano dove spazio e tempo si incistano beati sui percorsi
della fantasia che rifugge dai sentieri oscuri della
schizofrenogenesi mediatica, ci sforziamo di superare le immagini
per tentare di capire. Davanti ai nostri occhi l’intolleranza e la
chiusura di un’improbabile maggioranza chiamata a raccolta, come pecore
al pascolo, in un insensato Family Day, per rinverdire i fasti mai
sopiti di un’italietta che fa dell’ipocrisia la sua bandiera. Una
Maggioranza dominata dal Desiderio Criminale che si è appropriata
persino dell’esclusività del diritto di filiazione di un dio
ed evoca a sé il potere di legiferare sulla vita degli altri e di
escluderli dalla Terra Promessa.
Con
un movimento di riflusso, l’attuale capo
della Chiesa cattolica, di monteverdiane memorie, in
uno sfarzoso ritorno in patria
sembra voler rigettare tout court le innovazioni
del Concilio Vaticano II, che sembrano appartenere,
ormai ad un passato mitologico. Molti non credenti,
nei lontani anni ‘60, furono attratti dalla bontà di
Giovanni XXIII, primo papa tra i carcerati, altri,
in tempi più recenti, hanno subìto il carisma di
Giovanni Paolo II, il pontefice che ha
inflitto la spallata decisiva al comunismo ormai
vacillante. Questi, negli ultimi anni della sua
vita, in un mondo che pensa solo all’apparenza,
ha infranto il muro della vergogna,
dimostrando con l’esempio l’ideologia cristiana
della sofferenza. Di contro, oggi,
l’intolleranza, i raduni di massa di uomini e
donne soddisfatti della propria virilità e
fertilità, che si arrogano il diritto di negare
ai diversi da loro la possibilità di un
progetto di vita comune.
Un
Popolo di serie A sbattuto sul volto innocente della
sofferenza di coloro che per necessità o sventura
figli non hanno, e che nell’ignoranza,
arrogantemente, mostrano di fare una pericolosa
confusione tra fertilità e generatività. Il
piano politico era infallibile… il fascio
forma la massa la quale si mobilita creandogli il
Mito del Nemico che minaccia la loro piccola
proprietà... Ritornando alla generatività,
quest’ultima dimensione, non è appannaggio di chi ha
generato, ma di quanti hanno a cuore il destino
delle nuove generazioni e di esse si prendono
cura, trasmettendo saperi ed esperienze. Le folle,
che si reputano predilette da un dio, non si rendono
conto di essere lo strumento di chi, in nome di una
religione, che ha predicato ai suoi albori
uguaglianza e tolleranza, segue un preciso piano
politico…
Separare anziché integrare,
essere intolleranti piuttosto che arricchirsi
mediante la diversità. Chiunque sia diverso
corre il rischio di essere discriminato da chi ha
paura della diversità che alberga dentro ognuno di
noi. L’eterosessualità fa della sua presunta
virilità il suo scudo protettivo tra ormoni ed
estrogeni in perfetta sincronia, magari solo
ideologica, come animali di razza pura, senza più il
dono del pensiero, dove la Destra italiana un
po’ nasconde e un po’ no, ancora quel seme mai
del tutto distrutto... Sul fronte opposto,
quello gay, abusato e vittima, emarginato e
organizzato, di uomini e donne sinceri, ma che
insieme all’Idea hanno tesserato anche la loro
sessualità, distinguendola con sempre più
tenacia, intenti a scavare, per i loro
rappresentanti, pericolosi rifugi
dell’omologazione nei quali ritrovare un grembo
materno protettivo che li ospiti e che ripari
dall’angoscia, seppure a scapito della
singolarità.
E la Sinistra italiana?
L’ideologico Immobile, di una ipocrisia senza più
vergogna, nel suo continuo tergiversare nell’amore
in-fede-le, tra le loro lenzuola, con i
principi ecclesiastici di cui si beano senza pudore
alcuno…
Vogliamo, infine, concludere con una riflessione su
quanti etero o gay hanno un credo religioso e si
vedono negata la loro partecipazione alla Chiesa per
la loro posizione di coppia. A loro ripetiamo le
parole di Eugenio Scalfari*
uno degli Ultimi Grandi Saggi che la nostra
disastrata Repubblica possa vantare, scritte in un
articolo a proposito dell’ormai lontano Family Day,
che mettono in risalto il rigore di ‘Gesù che
predicava la pace, ma sapeva usare la spada quando
fosse necessario’. Un Cristo deciso a non fare
sconti, che scaccerebbe dal Tempio quanti nel Suo
Nome si fanno garanti della Legge per poi
derogarla. Quante nozze benedette da un’Eminenza a
chi, appartenendo a questa o quella casta è
stato più e più volte sposato! L’anatema non
raggiunge i loro figli (di primo, di secondo o
infinito letto) che assistono raggianti alle nuove
nozze “legittime” dei genitori e a cui resta
assicurato il regno dei Cieli, seppure non
sposati, non credenti e con figli fuori dal
sacro vincolo matrimoniale… A chi non ha il coraggio
etico di sentirsi responsabile della propria
storia chiediamo di vendersi a tali mercanti, di
affidare loro la propria vita in cambio di
un’Illusione. Uno degli autori di questo scritto ha
sentito durante una cena, una signora “bene”
pronunciare, a proposito del family day la seguente
frase: “ Lui (alludeva ad un notissimo uomo
politico) ha sbagliato e vuol indicarci la strada
giusta!” Che la strada giusta sia quella simbolica
del matrimonio o della libertà degli affetti non lo
sappiamo ancora. Se si ritenesse preferibile,
tuttavia, per l’ordinamento sociale
inquadrare le coppie in un vincolo legale e stabile
allora ricordiamo a chi ci governa e a tutti noi
che il secondo ed il terzo articolo della nostra
Costituzione (persino sulla quale, con la rapidità
richiesta dalla Modernità dei tempi, si voleva tempo
fa mettere le mani per stravolgerne il senso
generale) tuonano così: i diritti inviolabili
dell'uomo e l’uguaglianza regnino sovrani.
Il nostro pensiero si inserisce là, tra chi
impersonifica la Fata Buona e chi la
Strega Maligna, in quello spazio in cui le
Opinioni
sono foriere di spunti e di riflessioni e
non camicie di forza per legare il pensiero. Siamo
ottimisti se ci crediamo ancora? Lo dobbiamo ai
tanti Matteo, ai loro genitori, a quanti li hanno
amati senza saperli aiutare e a quanti sono stati
indifferenti al loro dolore e li hanno giudicati
diversi nel nome del Padre, nel nome di Dio.
dr. Marco
Luongo
dr.ssa
Antonella Gallo
*I
cammelli al galoppo nella cruna dell'ago
di Eugenio Scalfari
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