Home | Allievi | Storico Avvisi | Contributi Scientifici | Contatti | Links | Webmaster: info@aliudcrimen.it  | Created by: web.design.name

 

 

 

 

 

 

 

Direttore Scientifico Dr. Marco Luongo

 
 

 

 

 

Home

 

Libri

 

Allievi

 

Corsi Specialistici

 

Contributi Scientifici

 

Seminari

 

Blog

 

Storico Avvisi

 

Links

 

 

 

 

 

 

Dott. Marco Luongo

Psicologo Clinico n. 2577

Psicoterapeuta

Counsellor Professionista

Esperto in Criminologia

Perito c/o Tribunale sez. Penale di Napoli n. 429/29.01.07

Autorizzazione Ordine Psicologi della Campania n. 6299/A5a

Nominato dal Ministero della Giustizia Criminologo Clinico Penitenziario

Direttore Scientifico del Corso Specialistico di Criminologia Clinica e Psicopatologia Forense

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 Dico, Pax in nomine Patris


 

 

 

 

 

"La Scienza non è uno strumento ideologico; non rispettare la Vita ed i Diritti di Tutti gli Uomini, dell´Altro da noi, è il Principio Fondamentale di una Moralità e di un Comportamento criminale".

 

Nota: Il presente articolo ha subìto già in passato svariati attacchi ideologicamente trasversali ed è stato oggetto di minacce, diffide e querele. Esso è stato opportunamente riveduto, ma i suoi principi fondamentali sono rimasti intatti.

Gli autori invitano ad una attenta ed accurata analisi dell´art. 4 del codice deontologico degli Psicologi, insistendo nel segnalare all’Ordine Professionale eventuali sue violazioni da parte di Psicologi e Psicoterapeuti.

 

    

     In un Altrove Lontano dove spazio e tempo si incistano beati sui percorsi della fantasia che rifugge dai sentieri oscuri della schizofrenogenesi mediatica, ci sforziamo di superare le immagini per tentare di capire. Davanti ai nostri occhi l’intolleranza e la chiusura di un’improbabile maggioranza chiamata a raccolta, come pecore al pascolo, in un insensato Family Day, per rinverdire i fasti mai sopiti di un’italietta che fa dell’ipocrisia la sua bandiera. Una Maggioranza dominata dal Desiderio Criminale che si è appropriata persino dell’esclusività del diritto di filiazione di un dio ed evoca a sé il potere di legiferare sulla vita degli altri e di escluderli dalla Terra Promessa.

     Con un movimento di riflusso, l’attuale capo della Chiesa cattolica, di monteverdiane memorie, in uno sfarzoso ritorno in patria sembra voler rigettare tout court le innovazioni del Concilio Vaticano II, che sembrano appartenere, ormai ad un passato mitologico. Molti non credenti, nei lontani anni ‘60, furono attratti dalla bontà di Giovanni XXIII, primo papa tra i carcerati, altri, in tempi più recenti, hanno subìto il carisma di Giovanni Paolo II, il pontefice che ha inflitto la spallata decisiva al comunismo ormai vacillante. Questi, negli ultimi anni della sua vita, in un mondo che pensa solo all’apparenza, ha infranto il muro della vergogna dimostrando con l’esempio l’ideologia cristiana della sofferenza. Di contro, oggi, l’intolleranza, i raduni di massa  di uomini e donne soddisfatti della propria virilità e fertilità, che si arrogano il diritto di negare ai diversi da loro la possibilità di un progetto di vita comune.

     Un Popolo di serie A sbattuto sul volto innocente della sofferenza di coloro che per necessità o sventura figli non hanno, e che nell’ignoranza, arrogantemente, mostrano di fare una pericolosa confusione tra fertilità e generatività. Il piano politico era infallibileil fascio forma la massa la quale si mobilita creandogli il Mito del Nemico che minaccia la loro piccola proprietà...  Ritornando alla generatività, quest’ultima dimensione, non è appannaggio di chi ha generato, ma di quanti hanno a cuore il destino delle nuove generazioni e di esse si prendono cura, trasmettendo saperi ed esperienze. Le  folle, che si reputano predilette da un dio, non si rendono conto di essere lo strumento di chi, in nome di una religione, che ha predicato ai suoi albori uguaglianza e tolleranza, segue un preciso piano politico…     

     Separare anziché integrare, essere intolleranti piuttosto che arricchirsi mediante la diversità. Chiunque sia diverso corre il rischio di essere discriminato da chi ha paura della diversità che alberga dentro ognuno di noi. L’eterosessualità fa della sua presunta virilità il suo scudo protettivo tra ormoni ed estrogeni in perfetta sincronia, magari solo ideologica, come animali di razza pura, senza più il dono del pensiero, dove la Destra italiana un po’ nasconde e un po’ no, ancora quel seme mai del tutto distrutto... Sul fronte opposto, quello gay, abusato e vittima, emarginato e organizzato, di uomini e donne sinceri, ma che insieme all’Idea hanno tesserato anche la loro sessualità, distinguendola con sempre più tenacia, intenti a scavare, per i loro rappresentanti, pericolosi rifugi dell’omologazione nei quali ritrovare un grembo materno protettivo che li ospiti e che ripari dall’angoscia,  seppure a scapito della  singolarità.

 

     E la Sinistra italiana?

L’ideologico Immobile, di una ipocrisia senza più vergogna, nel suo continuo tergiversare nell’amore in-fede-le, tra le loro lenzuola, con i principi ecclesiastici di cui si beano senza pudore alcuno…

Vogliamo, infine, concludere con una riflessione su quanti etero o gay hanno un credo religioso e si vedono negata la loro partecipazione alla Chiesa per la loro posizione di coppia. A loro ripetiamo le parole  di Eugenio Scalfari* uno degli Ultimi Grandi Saggi che la nostra disastrata Repubblica possa vantare, scritte in un articolo a proposito dell’ormai lontano Family Day, che mettono in risalto il rigore di  ‘Gesù che predicava la pace, ma sapeva usare la spada quando fosse necessario’. Un Cristo deciso a non fare  sconti, che scaccerebbe dal Tempio quanti nel Suo Nome  si fanno garanti della Legge per poi derogarla. Quante nozze benedette da un’Eminenza a chi, appartenendo  a questa o quella casta è stato più e più volte sposato! L’anatema non raggiunge  i loro figli (di primo, di secondo o infinito letto) che assistono raggianti alle nuove nozze “legittime” dei genitori e a cui resta assicurato il regno dei Cieli, seppure  non sposati, non credenti e  con figli fuori dal sacro vincolo matrimoniale… A chi non ha il coraggio etico di sentirsi responsabile  della propria storia chiediamo di vendersi a tali mercanti, di affidare loro la propria vita in cambio di un’Illusione. Uno degli autori di questo scritto ha sentito durante una cena, una signora “bene” pronunciare, a proposito del family day  la seguente frase: “ Lui (alludeva ad un notissimo uomo politico) ha sbagliato e vuol indicarci la strada giusta!” Che la strada giusta sia quella simbolica del matrimonio o della libertà degli affetti non lo sappiamo ancora. Se si ritenesse preferibile,  tuttavia,  per l’ordinamento sociale inquadrare le coppie in un vincolo legale e stabile allora ricordiamo  a chi ci governa e a tutti noi che il secondo ed il terzo articolo della nostra Costituzione (persino sulla quale, con la rapidità richiesta dalla Modernità dei tempi, si voleva tempo fa mettere le mani per stravolgerne il senso generale) tuonano così: i diritti inviolabili dell'uomo e l’uguaglianza regnino sovrani.

 

     Il nostro pensiero si inserisce là, tra chi impersonifica la Fata Buona e chi la Strega Maligna, in quello spazio in cui le Opinioni sono foriere di spunti e di riflessioni  e  non camicie di forza per legare il pensiero. Siamo ottimisti se ci crediamo ancora? Lo dobbiamo ai tanti Matteo, ai loro genitori, a quanti li hanno amati senza saperli aiutare e a quanti sono stati indifferenti al loro dolore e li hanno giudicati diversi nel nome del Padre, nel nome di Dio.

 

dr. Marco Luongo

dr.ssa Antonella Gallo

 

*I cammelli al galoppo nella cruna dell'ago di Eugenio Scalfari

 

 

 

Criminologia Clinica

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Area Riservata