|
Le convinzioni, più delle menzogne,
sono nemiche pericolose della verità
*
Durante il mio percorso formativo inseguivo, tra le altre cose che amavo
studiare, una passione che oggi scopro e riscopro nei dialoghi, nei
colloqui, nelle selezioni indispensabili (a mio avviso) di accesso ai corsi
post laurea, con gli studenti e con i colleghi: la Criminologia…
Sin da giovane studente ho trovato spesso fuorvianti le discussioni, i
dibattiti, le idee circa la Criminologia in quanto tale. Ogni volta
percepisco una “mancanza”, nell’affrontare questa “materia” in senso così
ampio e lontano dalla realtà dei fatti e dei luoghi nei quali viene attuata.
Sono un sostenitore dell´idea che, come per la Psicologia, per la Medicina e
per altri grandi saperi, occorra quanto mai, nell’ambito multidisciplinare
della Criminologia, studiare sin dal principio con un metodo ed un indirizzo
di “specializzazione”. Non riesco a superare lo scetticismo dei luoghi
generalistici dove l´indeterminato tenta di sostenere determinate
convinzioni, che in tale ambito restano delle sup-posizioni, date per vere e
verificate con la motivazione che esse “arrivano dall’alto” dalla Matrice
teorica generale.
Il termine di paragone che io utilizzo sempre con gli allievi durante i miei
corsi specialistici di criminologia clinica, appunto, è quello della
“conoscenza”, supposta, che un neo laureato in Psicologia sostiene con
veemenza, talvolta, di possedere circa la Teoresi freudiana… e questa
“conoscenza” spesso poggia le proprie basi su qualche ciclo di ottime
lezioni universitarie e un discreto manuale che insieme avevano il modesto
obiettivo di condurre l´allievo a sostenere un esame, tra tanti altri.
Ritornando alla Criminologia, uno dei quesiti che spesso mi viene sottoposto
dagli allievi, che in realtà cela un vero bisogno, é di avere una fonte
bibliografica da cui attingere ulteriori approfondimenti. Di libri di
Criminologia, giallistica (qualcuno si accosta all’horror) ne sono piene le
librerie e ogni anno di nuovi e nuove edizioni ne vengono stampati, con
titoli sempre più affascinanti. Esiste qualche storico e ottimo manuale. Ma
la domanda che io mi pongo sempre è: “A cosa mi può servire?” … oltre al
piacere della lettura e dello studio in senso lato s´intende…
Dunque io credo che un allievo debba necessariamente iniziare a considerare,
partendo dal proprio indirizzo di studi universitari, il fatto di attingere
ed utilizzare (senza la pretesa di invadere il campo di altre materie di cui
non può averne la necessaria competenza) libri di testo che trattino
“argomenti” specifici di criminologia, poiché specifici e non generici sono
i suoi campi applicativi e di immediato impatto nel mondo del lavoro per gli
Esperti in Criminologia: questo almeno nella Repubblica italiana.
E’ molto sconfortante l’incistamento della Criminologia allo studio dei
Serial Killers per non parlare dei Criminal Profilers… ed aggiungerei qui un
abracadabra…
Esiste tuttavia la possibilità per le esigenze dell´allievo di attingere da
manuali specifici, che non prescindono dalla conoscenza della Criminologia
Generale, ma che senza dubbio alcuno hanno per il suo fruitore quasi lo
stesso valore che può avere una esperienza tirocinante sul campo, in uno dei
settori che sono interconnessi a questa Scienza dal nome così mistico e
pieno di fascino per gli iniziati… la Criminologia.
Io non ho mai obiettato l´uso da parte di qualche collega del titolo,
accanto ad altri, di Criminologo… ma non riesco a dargli un senso diverso se
non quello di uno studioso, di un teorico, di un cattedratico, di tale
materia. E´ indubbio tra l´altro, che in tale settore il Caos regna sovrano…
un caos la cui fiamma viene ampiamente alimentata dai media. Criminologica
può essere tuttavia la sintesi finale che specifica un sapere ed una
competenza a priori e fondante… medicina… antropologia… psicologia…
sociologia… giurisprudenza… In ogni caso questo sarebbe solo il principio
poiché ognuno di esse poi ha al suo interno ulteriori settori tra i quali,
io credo, comunque bisognerà operare una scelta.
La riprova di ciò la riscontro (ma è solo una correlazione personale e tale
è e resterà il suo valore) negli appunti che registro su un quaderno ogni
qualvolta esamino dei candidati che vorrebbero avere accesso ai corsi
specialistici di cui sono responsabile della didattica. Non vorrei essere
frainteso come “psicopatologizzatore” se dico che alcune idee che
sprovveduti allievi portano dentro di sé hanno talvolta incrociato il
Delirio… Due esempi: un assistente sociale voleva cimentarsi sulla scena di
un crimine per prelevare “impronte ematiche”… un sociologo pretendeva di
diritto di poter esaminare le ferite di arma da taglio, “specialmente
quelle” aggiunse, ed approfondire tutta la tematica del “post-mortem” da
quando “ho letto su un libro delle mosche Calliphora”… naturalmente sbraitò
in seguito al lungo e faticosissimo (per me) colloquio del quale poco credo
gli rimase se non la rabbia per questo disillusore che sta scrivendo. Questo
candidato (un caso emblematico) mi fece giungere poi, per vie traverse, sue
buone nuove nelle quali sottolineò le mie incapacità e le mie scarse
conoscenze poiché di fatto lo avevano “preso” in un Master in Italia o
all’estero, non ricordo, con la “certezza firmata” da qualche parte su
qualche foglio che il suo Desiderio si sarebbe presto realizzato… Mi chiedo
ancora quale fosse il suo vero Desiderio… e chissà cosa ne penserebbe Lacan.
*
Friedrich Nietzsche, Verità e menzogna e altri scritti giovanili.
|
|
|