Durante il mio percorso formativo inseguivo, tra le altre
cose che amavo studiare, una passione che oggi scopro e riscopro nei
dialoghi, nei colloqui, nelle selezioni indispensabili (a mio
avviso) di accesso ai corsi post laurea, con gli studenti e con i
colleghi: la Criminologia…
Sin da giovane studente ho trovato spesso fuorvianti le discussioni,
i dibattiti, le idee circa la Criminologia in quanto tale. Ogni
volta percepisco una “mancanza”, nell’affrontare questa “materia” in
senso così ampio e lontano dalla realtà dei fatti e dei luoghi nei
quali viene attuata.
Sono un sostenitore dell´idea che, come per la Psicologia,
per la Medicina e per altri grandi saperi, occorra quanto mai,
nell’ambito multidisciplinare della Criminologia, studiare sin dal
principio con un metodo ed un indirizzo di “specializzazione”. Non
riesco a superare lo scetticismo dei luoghi generalistici dove
l´indeterminato tenta di sostenere determinate convinzioni, che in
tale ambito restano delle sup-posizioni, date per vere e verificate
con la motivazione che esse “arrivano dall’alto” dalla Matrice
teorica generale.
Il termine di paragone che io utilizzo sempre con gli
allievi durante i miei corsi specialistici di criminologia clinica,
appunto, è quello della “conoscenza”, supposta, che un neo laureato
in Psicologia sostiene con veemenza, talvolta, di possedere circa la
Teoresi freudiana… e questa “conoscenza” spesso poggia le proprie
basi su qualche ciclo di ottime lezioni universitarie e un discreto
manuale che insieme avevano il modesto obiettivo di condurre
l´allievo a sostenere un esame, tra tanti altri.
Ritornando alla Criminologia, uno dei quesiti che spesso mi
viene sottoposto dagli allievi, che in realtà cela un vero bisogno,
é di avere una fonte bibliografica da cui attingere ulteriori
approfondimenti. Di libri di Criminologia, giallistica (qualcuno si
accosta all’horror) ne sono piene le librerie e ogni anno di nuovi e
nuove edizioni ne vengono stampati, con titoli sempre più
affascinanti. Esiste qualche storico e ottimo manuale. Ma la domanda
che io mi pongo sempre è: “A cosa mi può servire?” … oltre al
piacere della lettura e dello studio in senso lato s´intende…
Dunque io credo che un allievo debba necessariamente iniziare a
considerare, partendo dal proprio indirizzo di studi universitari,
il fatto di attingere ed utilizzare (senza la pretesa di invadere il
campo di altre materie di cui non può averne la necessaria
competenza) libri di testo che trattino “argomenti” specifici di
criminologia, poiché specifici e non generici sono i suoi campi
applicativi e di immediato impatto nel mondo del lavoro per gli
Esperti in Criminologia: questo almeno nella Repubblica italiana.
E’ molto sconfortante l’incistamento della Criminologia allo
studio dei Serial Killers per non parlare dei Criminal Profilers… ed
aggiungerei qui un abracadabra…
Esiste tuttavia la possibilità per le esigenze dell´allievo di
attingere da manuali specifici, che non prescindono dalla conoscenza
della Criminologia Generale, ma che senza dubbio alcuno hanno per il
suo fruitore quasi lo stesso valore che può avere una esperienza
tirocinante sul campo, in uno dei settori che sono interconnessi a
questa Scienza dal nome così mistico e pieno di fascino per gli
iniziati… la Criminologia.
Io non ho mai obiettato l´uso da parte di qualche collega
del titolo, accanto ad altri, di Criminologo… ma non riesco a dargli
un senso diverso se non quello di uno studioso, di un teorico, di un
cattedratico, di tale materia. E´ indubbio tra l´altro, che in tale
settore il Caos regna sovrano… un caos la cui fiamma viene
ampiamente alimentata dai media. Criminologica può essere tuttavia
la sintesi finale che specifica un sapere ed una competenza a priori
e fondante… medicina… antropologia… psicologia… sociologia…
giurisprudenza… In ogni caso questo sarebbe solo il principio poiché
ognuno di esse poi ha al suo interno ulteriori settori tra i quali,
io credo, comunque bisognerà operare una scelta.
La riprova di ciò la riscontro (ma è solo una correlazione
personale e tale è e resterà il suo valore) negli appunti che
registro su un quaderno ogni qualvolta esamino dei candidati che
vorrebbero avere accesso ai corsi specialistici di cui sono
responsabile della didattica. Non vorrei essere frainteso come
“psicopatologizzatore” se dico che alcune idee che sprovveduti
allievi portano dentro di sé hanno talvolta incrociato il Delirio…
Due esempi: un assistente sociale voleva cimentarsi sulla scena di
un crimine per prelevare “impronte ematiche”… un sociologo
pretendeva di diritto di poter esaminare le ferite di arma da
taglio, “specialmente quelle” aggiunse, ed approfondire tutta la
tematica del “post-mortem” da quando “ho letto su un libro delle
mosche Calliphora”… naturalmente sbraitò in seguito al lungo e
faticosissimo (per me) colloquio del quale poco credo gli rimase se
non la rabbia per questo disillusore che sta scrivendo. Questo
candidato (un caso emblematico) mi fece giungere poi, per vie
traverse, sue buone nuove nelle quali sottolineò le mie incapacità e
le mie scarse conoscenze poiché di fatto lo avevano “preso” in un
Master in Italia o all’estero, non ricordo, con la “certezza
firmata” da qualche parte su qualche foglio che il suo Desiderio si
sarebbe presto realizzato… Mi chiedo ancora quale fosse il suo vero
Desiderio… e chissà cosa ne penserebbe Lacan.