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Direttore Scientifico Dr. Marco Luongo

 
 

 

 

 

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Dott. Marco Luongo

Psicologo Clinico n. 2577

Esperto in Criminologia

Perito c/o Tribunale sez. Penale di Napoli n. 429/29.01.07

Autorizzazione Ordine Psicologi della Campania n. 6299/A5a

Nominato dal Ministero della Giustizia Criminologo Clinico Penitenziario

Direttore scientifico del Corso Specialistico di Criminologia Clinica e Psicopatologia Forense

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 Nel Regno del Ragno Infanticida

 


 

Tra le Luci dell’abuso e l’Ombra del trauma nel deserto chiamato Pedofilia

 

 

Marco Luongo

Psicologo Clinico

 

Avvertenza dell’autore:

in alcuni passaggi del testo, per la legge sulla tutela della privacy e del segreto professionale ho opportunamente sostituito i nomi di persona e altri dati col segno ___ poiché da essi  c’è il rischio di poter individuare i casi o le persone di cui si parla.

 

Un particolare e affettuoso ringraziamento ad Antonella Gallo, stimata collega, per il  sostegno all’idea, la pazienza dell’ascolto e la perizia psicoanalitica che la contraddistinguono.  

 

“Flectere si nequeo  Superos, Acheronta movebo” [1]

La citazione con la quale apro questo lavoro è tratta dall’Eneide di Virgilio ed è stata riportata nel 1899 da Sigmund Freud come motto sul frontespizio del suo celebre libro “L’interpretazione dei Sogni”. E’ noto che per Freud l’interpretazione del sogno è la via regia che porta alla conoscenza dell’Inconscio nella vita psichica e con la citazione di Virgilio Egli vuole raffigurare gli sforzi che compiono le pulsioni rimosse nei loro tentativi di riemergere dall’Ombra.
 

 

     Lo sguardo impaurito delle sue piccole vittime acuisce il suo desiderio, attraverso il silenzio-“assenso” dei bambini egli si nutre della sua immensa grandiosità. L’atto di entrare nel loro piccolo corpo lo fa sentire intensamente vivo e onnipotente poiché le fiabe dei suoi primi approcci non gli hanno restituito la méta ambita, ciò che gli spetta di diritto, e che faticosamente ha dovuto trafugare con la persuasione forzata. Ciò che prova in seguito non è senso di colpa ma di delusione. Non è stato ricompensato come aveva sperato, forse il prossimo bambino sarà meno cattivo con lui e più riconoscente, sarà perfetto, e nel contempo che matura deliberatamente di defraudare un’altra vita pianifica ossessivamente ogni minuzia; 

  • “dovrò trascorre più tempo possibile col bambino, mi insinuerò nella sua famiglia

  • mi stimerà suo padre, mi troverà adorabile sua madre

  • sarò l’amico perfetto per loro e per il loro figlio

  • mi offrirò come baby-sitter convincendo i genitori ad uscire senza il bambino perché si meritano qualche distrazione, lavorano troppo

  • porterò il bambino in un parco giochi e si divertirà con me

  • dovrò trovare un luogo in cui mi sentirò al sicuro con lui

  • gli racconterò delle fiabe con vari riferimenti sessuali

  • gli farò trovare casualmente del materiale pornografico

  • sarò simpatico e gentile e si sentirà tranquillo ogni volta che mi farò trovare lì mentre si sveste per mettersi il pigiama

  • lo aiuterò mentre fa il bagnetto e accidentalmente lo toccherò ma non troppo spesso

  • individuerò i suoi punti deboli

  • non lo minaccerò

  • le mie amorevoli cure lo condurranno dritto al mio scopo

  • lo farò sentire libero e gli dirò che egli è per me speciale

  • gli mostrerò che a differenza della sua famiglia io mi interesso al suo benessere

  • quando avrò ottenuto la sua completa fiducia comincerò a toccarlo e dovrò attentamente osservare le sue reazioni

  • mi assicurerò che non ci sia nessuno intorno e lo accarezzerò più insistentemente

  • a questo punto lo convincerò dicendogli che tutto è a posto, che tutto va bene, che non deve aver paura e non deve fuggire, perché nulla vi è di sbagliato in quello che stiamo facendo

  • se non si convincerà allora... Sì! Lo minaccerò e se non ottengo nulla comunque userò la coercizione fisica... Io posso...”  

(punti chiave tratti da 5 testimonianze in ambito peritale di 5 imputati, condannati in ________   grado per il reato di pedofilia)

 

  “... poi mi ha guardata sorridendo. Mi fissava forte, il mio terrore mi impediva di muovermi, specie quando quel sorriso si trasformò in un ghigno. D’improvviso mi girò, mi prese per il collo e sbattendomi sempre più velocemente contro il muro della mia cameretta, mi urlava che ero una bimba sporca, che lo avrebbe detto a mamma e alla mia maestra e a tutti i miei amici a scuola, che ero una sporca stronza... Allora gli ho ubbidito e non ho pianto più...”          

(dalla testimonianza di _______, anni 12, ripetutamente abusata dal padre nell’arco di _____ anni, condannato in ______ grado per tutti e ______ capi d’imputazione)

Note:

 

[1] Virgilio, Eneide, 7.312.  “Se non potrò piegare gli Déi, mi indirizzerò verso l’Acheronte”.

 

 

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